Il segretario nel suo labirinto

Marzo 2021, a furor di elite viene eletto segretario del Partito Democratico il professor Enrico Letta, apprezzato docente universitario e già presidente del Consiglio dei ministri fino a febbraio 2014.

Enrico Letta, neo segretario parte alla conquista del PD. Vuole partire dalla base il nuovo condottiero, come si faceva negli anni ’80 nelle assemblee d’istituto dei licei. Deve differenziarsi dal segretario precedente e ha bisogno di una bandiera che sventoli dei colori suoi, riconoscibili. Ma i colori di Letta sono colori di chi è stato lontano per troppo tempo e adesso parla una lingua differente rispetto agli altri. Il PD è andato a prenderlo in Francia il nuovo segretario forse perché le fazioni interne sono in guerra tra loro e nessuno si fida di nessuno in un partito che è una nazione in miniatura. E parte proprio facendo a cazzotti su un terreno che per tregua convenuta è neutro tra i partiti. Letta con la riproposizione dello ius soli si pone in guardia come un pugile che vuole vincere l’incontro ma forse non sapeva della tregua olimpica necessaria al governo Draghi. O forse lo sapeva e comunque voleva fare un ingresso trionfale. Sta di fatto che adesso, a metà di marzo del 2021 se ne esce con questioni dignitose e accademiche che non rispecchiano le necessità di coloro che lui vorrebbe riaggregare. Sembra che il segretario continui a essere chiuso nel suo labirinto universitario francese senza avere contezza di ciò che nei lunghi inverni passati all’estero è accaduto in Italia. Lo stravolgimento politico e l’entrata in scena da protagonista del M5S, le defezioni importanti nel PD, la nascita di Italia Viva, l’addio di Bersani, la crisi economica e sanitaria… pare che non sia successo nulla e il giovane Letta arriva in Italia al capezzale del PD restando chiuso idealmente nel suo labirinto scolastico dove ci sono le assemblee che non producono nulla se non tonnellate di carta. La gente si sbatte la testa al muro per capire come dovrà affrontare la sopravvivenza ma il generale è nel suo labirinto e pare non rendersene conto. L’augurio che gli faccio è quello di uscire dall’aula magna e capire come stanno realmente le cose, capire cosa sono oggi i circoli del PD e come mai sono stati abbandonati in questi anni di occhiolino alla grande industria e ai potentati finanziari. Il PD è l’unico partito italiano realmente presente in tutta la nazione con circoli e sezioni ma la dirigenza nell’ultimo decennio ha dimenticato di comunicare con la base e in alcuni circoli si va solo a giocare a carte con i sopravvissuti dell’Unione Sovietica. Apri gli occhi Enrico. E guardati le spalle da coloro che oggi ti chiamano a gran voce: sono gli stessi che ti hanno pugnalato nel 2014.

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