Sicilia e Catalogna

La relazione tra Sicilia e Catalogna è un diario d’amore condito con profumo di indipendenza, come i cugini catalani anche noi siciliani abbiamo avuto i nostri moti di orgoglio indipendentista che poi naufragarono in una più o meno forte autonomia. Ma la storia di fratellanza inizia da lontano, molto lontano nel tempo. Oltre sette sette secoli addietro iniziava in sicilia una relazione politica con il nord della Spagna, la Catalogna: era il 13 giugno del 1262 quando Pedro III di Aragona sposò nella cattedrale di Montpellier Costanza di Hohenstaufen. Nel 1282, la Sicilia divenne parte integrante della corona aragonese e Pedro III con la consorte Costanza presero a sedere sul trono di Palermo. E fu così che nei successivi quattrocento anni la lingua catalana fu l’idioma della élite politica siciliana fino al 1713, quando la Sicilia fu regalata al Piemonte.

Siamo stati Spagnoli e più precisamente catalani di lingua per quattrocento anni e come i catalani già dal medio evo si sentivano indipendenti anche noi abbiamo respirato i nostri moti e nel secolo scorso sul finire della seconda guerra mondiale iniziarono a formarsi quelle idee secessioniste che sfociarono nella lotta armata nell’autunno del 1944. Il moto indipendentista siciliano non ottenne l’indipendenza una autonomia sì e così il 15 maggio 1946 il re Umberto II promulgò un decreto legislativo che dava vita allo Statuto Speciale della Sicilia; lo statuto siciliano fu convertito in legge costituzionale il 26 febbraio 1948 dal parlamento della Repubblica Italiana.

Anche i catalani recentemente si infervorirono in una rinnovata spinta autonomista proclamando di fatto l’indipendenza il 17 ottobre del 2017 per opera di Carles Puigdemont (allora presidente della Generalitat, il parlamento catalano) ma non riuscendo ad attuarla.

Cosa ci resta oggi? Sicuramente la bandiera catalana e la bandiera dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) che sono sostanzialmente sorelle.

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